23 Febbraio 2024


EMIGRAZIONE COLLESE
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Colli a Volturno - Isernia








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GIOVANNI D'ALESSIO RACCONTA LA PARTENZA PER GLI STATI UNITI - 28 FEBBRAIO 1966

21-03-2021 09:49 - Emigrazione nei Continenti
Anno 1966 28 febbraio, il mio diciassettesimo compleanno. Ore 4:00 di mattina si parte da Santa Giusta per arrivare a Colli dove aspettava Tonino Campellone con il pullman di don Roberto Di Iorio che si riempì di parenti ed accompagnatori.
A Colli ci incontrammo con il Sig. Giulio Ranieri e la sua consorte Maria, anche loro partivano insieme a noi per l’America.
Intanto nella piazza tanta gente e curiosi a salutarci e forse a non rivederci più.
Nel frattempo tutti I bauli e valige erano già sul camioncino di Filiberto che a sua volta le portò all’imbarco al porto di Napoli.
Alle 4 di pomeriggio la T/N Michelangelo salpa, lasciando il molo di Napoli con tutti i parenti ed amici sul molo a salutarci piangendo.
A bordo eravamo 1500 passeggeri, ore 18 il primo turno per la cena, io con la mia famiglia eravamo al secondo turno delle ore 20.
Mare calmo, tutti contenti ci mettemmo a visitare tutte le sale di terza classe (classe turistica). Purtroppo verso le 3 del mattino seguente il mare era in tempesta, allora si calmò quando arrivammo a Gibilterra.
A Gibilterra la nave gettò l’ancora per 2 ora circa per l’ispezione e dopo una accurata ispezione la nave proseguì la navigazione verso il continente Americano, sul lato sinistro all’orizzonte si vedevano le isole Azzorre.
Nel frattempo l’equipaggio incomincia ad installare le fune di sicurezza.
Durante la seconda notte di viaggio il mare molto mosso, e da quel momento fino all’arrivo a New York il 90% dei passeggeri avevano mal di mare, la cena del secondo turno venne eliminata, e secondo una mia stima solo qualche centinaio di passeggeri si presentavano alla cena del primo turno.
Alle 7:00 di mattina del 7 marzo la Michelangelo passa sotto il ponte Verrazzano, e si vedeva la statua della Libertà e l’isola Ellis Island, dove nel principio secolo scorso gli emigranti facevano le quarantene prima di entrare negli Stati Uniti e chiamata l’isola della immigrazione o isola delle lacrime.
La mia prima avventura fu nel porto di New York (Pier 90). Una volta sceso dalla nave, volevo vedere se mio cugino fosse tra la folla che aspettava i parenti, così facendo mi ero allontanato da mio padre, senza il passaporto. Nessun problema fin quando andavo verso la fine del Pier, ma nel ritorno una delle guardie me fermò chiedendomi il documento d’identità’, io non avevo nessun documento con me. Allora la guardia mi fece entrare in una zone recintata, io parlavo solo italiano e lui l’inglese, io non capivo l’inglese e lui non capiva l’italiano. Dopo una mezza ora arriva una guardia che parlava un po’ d’italiano, cosi diedi a lui i connotati di mio padre che venne a consegnarmi il passaporto, cosi fui in carcere per circa un’ora.
Giovanni D’Alessio



Fonte: Giovanni D'Alessio

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