31 Marzo 2023


EMIGRAZIONE COLLESE
NEL MONDO

Colli a Volturno - Isernia








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MARIA CARDARELLI SULLA SUA EMIGRAZIONE ED IL DISASTRO DI MARCINELLE

19-09-2022 14:47 - Emigrazione nei Continenti

Maria Cardarelli Baracche dei minatori (tratta da Internet)


Associazione minatori Augusto Pecorari (marito di Maria Cardarelli)


L'ingresso della miniera di carbone (tratta da Internet)

Ho chiesto, ma lei era un fiume in piena carico di emozioni e ricordi vissuti direttamente dalla partenza ancora bambina da Colli fino all'arrivo a Marcinelle e poi la vita in Belgio con il disastro della miniera vissuto in prima persona.

Ho ascoltato tanto, forse Maria aveva bisogno di colloquiare come se io fossi un sacerdote, un amico un confessore fraterno, trasmettendomi le sue emozioni e spesso di fronte q quel disastro l'impotenza di salvare tante vite umane.

Ascoltare non è tempo perso, ascoltare significa apprendere cose nuove ed ogni emigrante che rientra a Colli anche solamente per passare del tempo nel luogo di origine ti trasmette emozioni e argomenti sconosciuti.

Come gruppo della www.emigrazionecollesenelmondo.it e della pagina Facebook emigrazione collese nel mondo la ringraziano perché la sua testimonianza va ad arricchire la nostra storia

Grazie Maria



Maria Cardarelli nata a Colli a Volturno il 16/9/1944 da Antonio e Pierina Siravo detta Carb'nessa, sposata il 22/10/1964 con Augusto Pecorari anche lui collese emigrato in Svizzera, abitavamo nella stessa Via teglia ma non ci conoscevamo poi incontrato a Colli un colpo di fulmine e dopo due mesi ci sposammo, emigrata nel 1949 alla età di 5 anni con tutta la famiglia in Belgio a Marcinelle.

Maria, cosa ricordi del viaggio

Un viaggio in treno lunghissimo che non terminava mai, con tre giorni come i baraccati vissuti sotto la stazione Centrale di Milano per il necessario disbrigo delle pratiche di idoneità sanitarie e burocratiche di emigrazione

Vedi accordo governo Italiano e Belga (1)

In Belgio vi attendeva un appartamento o altro

Andammo a vivere nelle baracche messe a disposizione della ditta, baracche che spettavano di diritto per quelli che lavoravano e scavano carbone nel sottosuolo, poi anche mio padre si ammalò e venne impiegato in superficie e quindi fummo costretti a prendere una abitazione all'esterno.

Mio padre era molto conosciuto anche perché a tempo perso faceva il calzolaio ed a casa nostra veniva un sacco di persone ed anche con quel secondo lavoro si arrotondava per vivere.


Quale fu la tua prima impressione

Era la fine di Dicembre e vi era un freddo intenso che entrava dappertutto, freddo che non avevo mai provato, e poi sui panni stesi si depositava la fuliggine proveniente dalla miniera di carbone.

Abitavate a Marcinelle cosa ricordi della tragedia in cui perirono tanti minatori italiani

Era l'otto agosto avevo 12 anni e stavo aspettando il tram per le colonie della parrocchia di Marcinelle e vidi una signora abruzzese che continua a gridare e chiesi perché stesse piangendo e lei indicando la miniera disse che stava bruciando.

Pensando a papà arrivai trafelata al cancello della miniera con l'intenzione di entrare per salvare papà, ma immediatamente chiusero il cancello di ingresso per evitare la calca e poter gestire i soccorsi. Quante mogli e madri a piangere i loro cari.

Quando scopristi la verità

La verità vera la scoprii la sera al rientro dalla colonia, dei minatori impiegati quel giorno si salvarono solo in sei. Mio padre era vivo e con lui ci fu un abbraccio intenso e stretto che durò per un tempo immemorabile. (2)

Quel fumo intenso ed acre che usciva dalla miniera è rimasto impresso nella mia mente, fa parte della mia vita, papà si salvò perché essendo malato l'avevano utilizzato ai lavori di superficie, però quanti morti che ho visto piangere e che abbiamo pianto perché ci si conosceva quasi tutti.


Cosa è stato fatto per questi morti

Nel tempo abbiamo costituito l'Associazione ex Minatori per onorare la memoria e sul luogo del disastro costruito un monumento a ricordo con una campana proveniente da Agnone (IS).

Cosa è per te Colli

A Colli ci sono le radici anche se in Belgio sono cresciuta, ho la mia famiglia ed ho conosciuto altre culture che mi hanno arricchita, ma a Colli torno spesso e mi trovo bene anche se ci sentiamo soli, ma nella mia casa rivivo il passato


Grazie di cuore ed a presto

Giuseppe D'Acchioli





Note:

LEGGE 16 dicembre 1947, n. 1663

Approvazione degli Accordi e scambio di Note tra l'Italia e il Belgio effettuate a Roma. (GU Serie Generale n.42 del 19-02-1948)

IL CAPO PROVVISORIO DELLO STATO



Ha sanzionato e promulga la seguente legge approvata dall'Assemblea

Costituente:

Art. 1.



Piena ed intera esecuzione e' data ai seguenti Accordi conclusi tra

l'Italia ed il Belgio:

a) Protocollo italo-belga per il trasferimento di 50.000 minatori

italiani in Belgio, del 23 giugno 1946;

b) Scambio di Note per l'annullamento dell'art. 7 del Protocollo

suddetto, del 26-29 ottobre 1946;

c) Annesso al Protocollo di emigrazione italo-belga del 26 aprile

1947;

d) Scambio di Note per l'applicazione immediata, a titolo

provvisorio, dell'annesso del 27-28 aprile 1947.



(1)Il trattato con il Belgio, siglato nel giugno del 1946, prevedeva che i lavoratori italiani venissero destinati al lavoro nelle miniere di carbone e assicurava all'Italia una determinata quantità di carbone per ogni minatore inviato in Belgio. Questo accordo «minatori vs carbone» parla testualmente di «accordo minatori-carbone» Oltre a questa questione il trattato si occupava di tutti gli altri aspetti del reclutamento e regolava le procedure di immigrazione fin nel dettaglio. Tanto da parte italiana quanto da parte delle autorità belghe si preferiva tacere invece sulle condizioni di vita che attendevano gli operai italiani destinati all'industria estrattiva del Belgio, le cui strutture erano ormai irrimediabilmente invecchiate.

Tratto da Internet

(2) Nel 1956, a Marcinell ein Belgio, morirono 136 minatori italiani. Oltre ai nostri connazionali persero la vita 95 belgi, 8 polacchi, 6 greci, 5 tedeschi, 5 francesi, 3 ungheresi, un inglese, un olandese, un russo e un ucraino, per un totale di 262 minatori. La causa del disastro fu un vasto incendio che divampò all'interno di una miniera di carbone di Bois du Cazier, dove sono presenti ingenti giacimenti di carbone. Ricchezza mineraria che, nell'immediato dopoguerra, richiamò nel Paese del Nord Europa immigrati da tutto il Continente, in particolare dall'Italia.

Tratto da Internet


Fonte: Giuseppe D'Acchioli intervista a Maria Cardarelli

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